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Storytelling

SUL GRADINO PIU’ ALTO DEL PODIO
Elia coppe, pionieri della convenienza nelle premiazioni

Tra Langhe e Monferrato
Una terra dedicata al vino. Qui la terra è disegnata da filari che decorano le colline. Qui fare il vino è cultura, passione, tradizione. Siamo a Canelli, in provincia di Asti, tra le Langhe e il Monferrato, una terra divenuta nel tempo patrimonio mondiale dell’Umanità: virtù dell’Asti spumante, tenacia delle persone che qui vivono. Negli anni Cinquanta, in questo piccolo paese c’è una famiglia di orefici e orologiai che lavora con puntiglio e precisione. La famiglia si chiama Elia e nella bottega, conosciuta in tutta la provincia, lavorano Cesare e suo figlio Enrico. Dopo la guerra Enrico, chiamato da tutti Giovanni, ha in testa molte idee. Studia al ginnasio, lavora nell’attività di famiglia, si diploma come ottico ed eredita dal padre il titolo di orefice.

La concretezza di un sogno
Gli anni Cinquanta stanno per lasciare il passo a un mondo nuovo e Giovanni lo sente. Sono anni in cui tutto fa boom. Un’esplosione positiva e coinvolgente, che induce alla voglia di fare. Anche lo sport ne risente: aumentano le competizioni, i tornei, le gare, gli eventi. Aumentano anche le richieste di medaglie d’oro alla bottega degli Elia.

Di giorno e di notte
Giovanni capisce che con nuovi metodi e nuovi macchinari non solo si può soddisfare questa richiesta che lievita come gli zuccheri del vino, ma si può produrre di più e a prezzo più basso. Giovanni vede oltre il paese, la città, la regione. Decide di investire su un parco macchine in grado di produrre medaglie anche non d’oro. Il papà è contrario, non ne vuole sapere di sporcarsi le mani con metalli di minor pregio come l’ottone. Giovanni è una testa dura, però. Sa che la realtà sta cambiando: la TV in bianco e nero mostra immagini di tutto il mondo. In strada circolano sempre più auto, anche lo stile di vita sta evolvendo. Di giorno continua il suo lavoro in bottega con il padre. Di notte fabbrica medaglie d’oro e di ottone nella soffitta di casa.

Nuovi scenari all’orizzonte
Le medaglie piacciono così tanto che tutti le vogliono: costano poco e sono belle. Giovanni le vende a prezzo di fabbrica, per farsi il mercato. Mossa astuta, che lo rende competitivo. In poco tempo gli chiedono anche coppe e trofei e Giovanni per completare la sua offerta inizia a distribuire anche le coppe di Luigi Fasola, che offre prodotti di qualità. Successivamente, per abbattere i costi e accontentare una richiesta sempre crescente, comincia ad assemblare le proprie coppe utilizzando materiali inconsueti, come parti per lampadari.

Un trionfo europeo
Gli anni Settanta fanno capolino: Giovanni assume personale, compra del terreno e costruisce il suo stabilimento. Le medaglie, le coppe, i trofei targati Elia corrono e trionfano non solo in Italia ma anche nel resto d’Europa. Giovanni adotta una strategia semplice ed efficace: garantire sempre e comunque il miglior prezzo sul mercato. Il successo è meritato, frutto di un’instancabile propensione al nuovo.

Dalla produzione alla distribuzione
Negli anni Ottanta l’azienda è in piena crescita: aumentano i macchinari con l’acquisto di due nuove presse per la produzione di tazze in ferro e si iniziano a verniciare internamente i prodotti. Il mercato estero si espande e negli anni Novanta l’azienda tocca l’apice del successo. Elia Coppe diventa leader in Europa: Francia, Spagna; e poi Svezia, Germania e Olanda. Anche l’America conosce e apprezza i prodotti Elia. Negli anni Novanta Giovanni inizia a comprare parti di prodotto fuori dall’Italia perché i prezzi sono più concorrenziali. I prodotti vengono assemblati ad arte, immagazzinati e distribuiti avendo cura estrema nell’imballo, diminuendo così al minimo i rischi di rottura durante il trasporto. La distribuzione avviene attraverso canali consolidati: incisori e rivenditori di gadget. Nel corso degli anni Novanta, i prodotti Elia raggiungono margini di profitto altissimi per i rivenditori, permettendo ricarichi fino al 400%. Questo ha permesso ad alcune aziende del settore di crescere a livello italiano ed internazionale. Giovanni pone le basi per un nuovo futuro dell’azienda che agli inizi degli anni Duemila passa nelle mani del figlio Andrea. Il futuro, la grande scommessa, è nei tempi di consegna. L’obiettivo, per differenziarsi dalla concorrenza, è il ‘just in time’.

La spedizione in giornata
Ancora una volta Giovanni è tra i primi a capirlo: l’obiettivo per il futuro dell’azienda è la spedizione in giornata. Un mantra che Giovanni ripete ogni giorno. E che si trasforma in realtà: il cliente richiede un quantitativo anche minimo di merce e l’azienda lo spedisce immediatamente. La spedizione in giornata diventa il fiore all’occhiello dell’azienda e ne rimane tutt’oggi il punto di forza.

Nuove frontiere
Nel 2013 Andrea vince il riconoscimento “premio più innovativo” all’esposizione internazionale EUROTROPHEX di Amsterdam. Nel 2015 inventa la coppa-medaglia, la quale diventa subito popolare: solo in quell’anno vengono vendute più di centocinquantamila unità. Per Andrea il design è fondamentale: è ciò che permette di distinguersi, di fare la differenza. Design, ma anche servizio: l’azienda si orienta maggiormente verso le esigenze del cliente, in un mercato sempre più complicato in cui l’urgenza è ormai la regola.

I numeri di un primato
Elia Coppe è un’istituzione nel settore: per storia, tradizione, qualità e serietà. Da sempre vende solo ai negozianti, aiutandoli a crescere e ottenendo da loro continua fiducia. In oltre cinquant’anni di attività Elia Coppe ha assemblato e venduto quaranta milioni di coppe e trofei: numeri che fanno meritare all’azienda il gradino più alto del podio.